

Una volta, neanche tanto tempo fa, si facevano morire i magistrati scomodi.
Oggi lo sanno pure gli animali da circo che uccidere sarebbe troppo eclatante e fermerebbe i progetti di chi vuole nel silenzio operare una strategia subdola che inverta le posizioni di potere.
Lo sanno pure gli animali da circo che questo bene universale non va tolto e che ci si mobiliterebbe in troppi nel chiedere spiegazioni e adirandoci come è giusto che sia…lo facciamo con gli animali, figuriamoci con gli esseri umani…e tanto più se sono uomini che stanno lottando contro la mafia.
A qualcosa la morte di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone deve pur essere servita no?
Bene…e questo loro lo sanno…
Chi regge le fila del potere sa che oggi far saltare in aria un personaggio pubblico che si occupa di Mafia, sarebbe come ritornare al tempo in cui vi fu una mobilitazione sociale mai vista prima.
Oggi hanno bisogno di consensi per vivere…e questi consensi non li troverebbero con la violenza, ma con la subdola e ipocrita informazione che stravolge le menti della gente comune.
La gente è stanca ma anche assuefatta da una miriade di notizie contrastanti….per cui quale migliore arma se non la confusione generata ad arte?
Questa finta sindrome di Alzaimer mediatica distrugge quei pochi neuroni rimasti a chi disperatamente cerca un benessere legittimo nella propria quotidianità, perché l’uomo che ascolta la notizia…non sente la notizia, ma quella notizia manipolata centinaia di volte fino a renderla incomprensibile oltre che distorta.
E allora per riflesso , per un meccanismo di autodifesa si è portati al fatalismo o al convincimento che tutti sono manipolati e servitori di altri poteri….finendo nell’incertezza si tenderà inevitabilmente a schierarsi con chi fa la voce più grossa.
Ora, voglio fare un passo indietro.
Se nel 1992 i magistrati Falcone e Borsellino fossero stati anzicchè uccisi messi a tacere, denigrati, sospesi, trasferiti e additati avremmo visto la loro morte istituzionale e sociale ed oggi saremmo stati avvolti da un fitto e scuro mistero che non ci avrebbe consegnato ( anche se a fatica) soggetti pericolosi, latitanti e belve sanguinarie.
Se questi due magistrati non fossero morti, sarebbero stati considerati nel tempo dalla politica e dalla società, dato il loro puro e incredibile impegno nella giustizia al punto da portare numerosi frutti, dei sovversivi, delle toghe rosse, dei comunisti legittimati ad orchestrare la giustizia.
Ma voi vi immaginereste Paolo Borsellino che in cuor suo portava gli ideali di destra, essere felice per l’approvazione del Lodo Schifani o Alfano?
Ve lo immaginate essere comodamente seduto dietro la sua scrivania dopo aver passato tante notti in bianco per seguire indagini di mafia, esultare per la legge sulle intercettazioni?
O che dire…mentre temeva per la sua vita, brindare alla nuova prospettiva dei processi brevi?
Sinceramente penso che pur avendo un ideologia di destra si sarebbe indignato e adirato non poco….
Perché queste leggi avrebbero oltre che sminuito il suo lavoro, lo avrebbero reso vano e le sue mani sarebbero state legate da una corda travestita di legittimità.
Ma perché sono stati uccisi?
Non potevano spezzargli le ali mentre stavano spiccando il volo verso l’elevata giustizia che avrebbero apportato sul nostro paese, semplicemente denigrandoli o allontanandoli dalle indagini?
No, non potevano perché ci hanno provato, ma non ci sono riusciri perché questi due uomini di giustizia avevano innescato una bomba di legalità che si sarebbe potuta disinnescare solo con la loro morte…ricordate la storia della bomba ritrovata all’addaura nella villa di Giovanni falcone, attribuendogli anche la paternità a quest’ultimo accusandolo di volersi fare pubblicità?
O quando nel 1991 l’allora deputato regionale, poi Presidente della Regione Sicilia per il centro destra ed attualmente eurodeputato UDC Totò Cuffaro in una trasmissione televisiva attaccò i giornalisti e Giovanni Falcone, accusando i primi di fare “Giornalismo mafioso” e il secondo, additando una certa magistratura che mette a repentaglio e delegittima la classe dirigente siciliana.
Devo ricordarvi chi è Cuffaro? E chi era invece Giovanni falcone?
O di quando Falcone accettò la proposta di Claudio Martelli ( allora vice presidente del Consiglio e Ministero di Grazia e Giustizia ad interim) a dirigere la sezione Affari Penali del Ministero?
Vi furono diversi attacchi da parte del mondo politico a Falcone.
E potrei continuare, ma questo ve lo dico per dimostrarvi che più un magistrato si avvicina alla vera giustizia e più sta fertilizzando un campo che porterà giusti frutti, più sarà bersagliato.
Solo che prima si uccideva facendoli saltare per aria...oggi si agisce diversamente.
Infatti ora anzicchè parlare di Paolo Borsellino, di Giovanni falcone ecc.. voglio parlare di Luigi De Magistris e Antonio Ingroia.
Il primo è, lo sappiamo tutti un ex magistrato.
E’ stato criticato per la sua scelta di abbandonare la magistratura e mettersi in politica.
Senza entrare nel merito della vicenda che richiederebbe un post a parte, vi chiedo, gli attacchi che ha ricevuto questo magistrato e la sua impossibilità a condurre delle indagine serie e che avrebbero scoperto una pentola piena di liquame italiano, vi ricorda qualcosa?
Sono attacchi differenti rispetto a quelli che videro come protagonisti Falcone e Borsellino?
Io non so se rimanendo in vita questi due uomini giusti senza poter fare degnamente il loro lavoro avrebbero continuato a esercitare la loro onorevole professione.
Forse si, ma con quali strumenti?
Con quelli che oggi Ingroia, Di matteo, Lari e altri si stanno vedendo togliere da sotto gli occhi?
E se si fossero messi in politica…oggi li riterremmo sempre degli eroi o uomini comunisti perché chiederebbero leggi meno ad personam?
Per noi gli eroi sono solo quelli che acquistano tale magnificenza solo dopo la morte?
E in vita non li riconosciamo o addirittura li qualifichiamo in maniera ignobile o li associamo a movimenti politici per come ha fatto ieri il Direttore di TG1 Mizolin riferendosi ad alcune dichiarazioni fatte da Antonino Ingroia attribuendogli dei presunti programmi politici?
Perché invece per la richiesta d’arresto per Nicola Cosentino, non c’è indignazione e si porta tutta la solidarietà?
Ma che razza di Paese è il nostro?
Un paese dove gli uomini giusti diventano eroi solo dopo la loro morte, mentre in vita rendiamo eroi uomini che portano a destra e a manca crocifissi di cui non son degni neanche di eliminare i tarli contenuti nel legno.
Scusatemi, ma vi sembra poco sentir dire al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un giorno si e l’altro pure che i magistrati sono comunisti o offendendoli sol perché esprimono un disappunto verso leggi che andrebbero a vanificare anni e anni di duro lavoro oltre che promuovere un sistema di legalità all'inverso?
Così dicendo il Presidente del Consiglio attacca qualche magistrato o anche coloro che non ci sono più?
O quando dice che le indagini passate ( ’92 ) sono cose del passato e che la si deve piantare con queste vicende vecchie che non giovano a nessuno (????)….vi sembra giusto e dignitoso per il nostro Paese?
Io voglio un Paese che si indigna sentendo affermazioni faziose contro uomini che rischiano la vita ogni giorno per garantirci un’Italia libera dal compromesso mafioso….
Voglio un Paese che gridi con tutto il fiato che ha in corpo di non volere più collusi o uomini indagati per mafia al potere…e che si mobiliti quando un condannato siede in Parlamento.
Voglio un’Italia nobile e desiderosa di mettere in pratica principi morali ed etici che ha come compito di lasciare alle future generazioni come bene prezioso…e non un’Italia di cui un giorno si vergogneranno, sempre che non si abituino a questo sistema di potere mafioso.
Meno beni demaniali, ma più beni morali…questo è quello che voglio.
Voglio stare in Europa come cittadina del mondo non come cittadina muta sorda e indifferente che si accomuna e sottostà a un silente mostro di omertà e di interessi personali.
Voglio essere rappresentata in Europa da chi non ha scheletri nell’armadio e nel tavolo della giustizia.
Io voglio portare oggi la mia solidarietà e il mio appoggio a chi sta compiendo un opera di pulizia delle mafie e che oggi rischia di morire di morte fisica ma ancor di più di morte istituzionale e sociale.
Un abbraccio di cuore Dott. Ingroia e a chi come lei ha nobili interessi per la giustizia. Da una cittadina italia che molto presto per le sue dichiarazioni sarà qualificata come una "cogl...." comunista amica delle toghe rosse.
postato da: rosalea alle ore 11:43 | Permalink | commenti
categoria:paolo borsellino, giovanni falcone, magistrati coraggiosi
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