giovedì, 31 luglio 2008
Tentata violenza sessuale nei confronti di un bambino, arrestato amico di famiglia


MODICA (RAGUSA) - La polizia di Ragusa ha arrestato G. M., quarantaduenne di Modica, per sequestro di persona e violenza sessuale nei confronti di un bambino di 10 anni. G. M. era un amico della famiglia del ragazzino e martedì pomeriggio lo avrebbe attirato nella sua abitazione, nel centro storico modicano. Ha chiuso a chiave la porta e ha tentato di violentare il bambino che, però, è riuscito a scappare, raccontando la vicenda ai genitori, che hanno denunciato l'uomo.


fuoco













Cosa è diventato per questi bambini il loro mondo...
se non lingue di fuoco,inferni che si appicano nei luoghi per loro meno pensati e che fanno bruciare la loro mente,il loro cuore...
la loro speranza?
Un fuoco che lentamente stà devastando intere aree,intere popolazioni di bambini sottratti alle loro piccole e grandi conquiste.
Non vi è acqua, non c'è pompiere che possa spegnere tale disumana violenza, se non attraverso azioni preventive e mirate.
Spero tanto che queste fiamme possano devastare un giorno la loro coscienza, ricordandogli che nella vita ciò che è fatto, prima o poi è reso!
postato da: rosalea alle ore 19:14 | Permalink | commenti (5)
categoria:pedofilia, cronaca sicilia
mercoledì, 30 luglio 2008
L'organizzazione umanitaria britannica Save the Children, che ha effettuato alcune ricerche in Costa d'Avorio, Sudan e Haiti, ha rivelato che numerosi bambini, anche di 6 anni, nelle zone di guerra o di crisi hanno subìto violenze sessuali, da parte di operatori umanitari e peacekeeper ONU.





La terribile denuncia di Save the Children è contenuta in un rapporto, consegnato alle Nazioni Unite, in cui si sostiene che la gran parte di questi abusi sessuali restano segreti e quindi anche impuniti. Una ragazzina di 13 anni ha raccontato alla BBC che un gruppo di 10 peacekeeper dell'ONU l'ha violentata in un campo vicino la sua casa, abbandonandola a terra sanguinante e terrorizzata.

Le vittime sono prevalentemente orfani, o separati dai genitori, o con famiglie che dipendono dagli aiuti umanitari. A prevalere per numero sono le bambine rispetto ai maschi e l'età media delle vittime è di 14-15 anni, anche se il rapporto parla di abusi anche a danni di bambini di 6 anni. Numerose le forme di abuso descritte dagli intervistati: le più frequenti sono commenti, frasi dal pesante e volgare contenuto sessuale, cioè “abusi verbali” (sono testimoniati dal 65% degli intervistati e partecipanti ai 38 focus group di Save the Children); segue il sesso “coatto” (secondo il 55% degli intervistati), a cui i minori sono indotti magari in cambio di cibo, soldi, sapone, in rari casi di beni “di lusso” come il cellulare. Frequenti anche le molestie (attestate dal 55% degli intervistati). Benché meno frequente (denunciata dal 30% degli intervistati), la violenza sessuale di singoli ma anche di gruppi su minori emerge come la più temuta.

Per quanto riguarda il profilo o la provenienza degli abusanti, il rapporto rileva che possono appartenere a qualsiasi organizzazione, sia essa umanitaria, o di peacekeeping o di sicurezza; avere qualsiasi livello o grado, dai più bassi – guardie, autisti – ai più alti, manageriali; fare parte dello staff locale o internazionale. Tuttavia, il personale delle missioni di pace risulta quello numericamente più coinvolto: dei 38 gruppi di lavoro in cui si è svolta la ricerca di Save the Children, 20 hanno indicato nei peacekeepers gli autori più frequenti degli abusi. Un dato confermato anche dalle Nazioni Unite: sul totale delle denunce di sesso con minori a carico di operatori ONU nel 2005, 60 su 67 riguardano le truppe del Dipartimento ONU delle Operazioni di Peacekeeping (DPKO).

Heather Kerr, direttore dell'associazione in Costa d'Avorio, ha detto che finora è stato fatto troppo poco per aiutare le vittime. “Sicuramente si tratta di gruppi minoritari che sfruttano il loro potere per abusare sessualmente di bambini che non hanno il coraggio per riferire quello che accade e subiscono in silenzio gli abusi”. Sebbene la comunità internazionale abbia promesso una politica di tolleranza zero verso gli abusi su minori, finora l'annuncio non è stato seguito da fatti concreti. Al massimo, i soldati coinvolti sono statispostati in un'altra zona di operazioni, senza altre conseguenze disciplinari.


L'organizzazione Human Rights Watch ha denunciato che, dopo cinque anni dall'inizio del conflitto in Darfur, le donne e le bambine continuano a subire stupri e attacchi brutali da parte delle forze governative sudanesi e dei gruppi armati attivi nella regione occidentale del Sudan. Per questo motivo, scrive l'organizzazione, occorre garantire protezione alle donne, che risultano “estremamente vulnerabili allo stupro e ad altri abusi nel corso di attacchi su larga scala e persino nei periodi di relativa calma”.

Nelle 44 pagine del rapporto intitolato “Five Years on: No Justice for Sexual Violence in Darfur” (“Dopo 5 anni nessuna giustizia per le violenze sessuali nel Darfur”), l'organizzazione documenta numerosi casi di stupro commessi da soldati sudanesi, miliziani arabi “janjaweed” (diavoli a cavallo, ndr), ribelli ed ex ribelli a partire dall'inizio del 2007, anche nei confronti di bambine di 11 anni, e denuncia l'impunità riservata ai responsabili. “In Darfur donne e ragazze vivono ancora sotto la costante minaccia di uno stupro - ha dichiarato il Direttore dell'ufficio africano di HRW, Georgette Gagnon - il governo sudanese ha dichiarato tolleranza zero per la violenza sessuale, ma non ha fatto quasi niente per proteggere queste vittime”.

Una ragazzina di 12 anni ha raccontato di essere stata condotta da un arabo in uniforme in un posto isolato, insieme alla sorella più piccola, con la scusa di ritrovare il suo asino andato perduto. “Disse che se andavamo con lui ce lo avrebbe mostrato - ha raccontato la bambina - mi ha bloccato e mi ha tolto i vestiti per fare delle brutte cose con me. Mia sorella è corsa via al campo”. Un'altra bambina di 11 anni è stata stuprata da tre uomini armati che l'hanno sorpresa mentre raccoglieva erba con la sorella di 7 anni. L'aggressione è stata tanto violenta che la bambina è stata trasferita con un elicottero nell'ospedale più vicino.

“Le vittime di questi attacchi orribili non hanno alcuna speranza di ottenere giustizia nell'attuale clima di impunità del Darfur - ha denunciato Gagnon - non perseguendo i responsabili, il governo sta di fatto concedendo loro la licenza di stupro”. L'organizzazione per la tutela dei diritti umani chiede quindi al governo di Khartoum un'azione più decisa contro quanti si rendono responsabili di tali abusi, rivendendo leggi e dando vita a corpi di polizia al femminile, per favorire un migliore rapporto di fiducia con le vittime. Hrw si rivolge poi alla missione di pace Onu-Unione africana (Unamid) per chiedere un rafforzamento delle cosiddette “pattuglie del fuoco”, ossia dei militari che proteggono le donne che si allontanano dai campi alla ricerca di legna per le faccende di casa, e di aumentare il numero delle donne peacekeeper.

Data articolo: giugno 2008

Articolo di: Alessio Mannucci

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Ho preso spunto da un commento che mi è pervenuto nel post precedente:

BOTTE A FIGLIA PER NOZZE COMBINATE.

<<Mia cara... e questa è la punta dell'iceberg!
Questi fatti vengono risaputi perché siamo in Europa... certe situazioni spregevoli e disumane assumono quindi connotati tali da avere conseguenze legali.
Qui. In Europa.
Ma nei loro paesi d’origine, le donne non godono di “protezione”… a differenza delle culture, le donne sono uno strumento di procreazione o di piacere carnale…
Mi si stringe la bocca dello stomaco… chissà quanti secoli dovranno ancora passare prima che anche laggiù arrivi la “civiltà” e rispetto dei diritti umani…
Serenità :-)claudine
  >>
E' proprio così....Una visione globale deve aprire le porte ad una presa di coscienza collettiva, per cui una violazione dei diritti in Italia deve riguardare l'intera umanità, viceversa una violenza in altri paesi...deve  interessare allo Stato italiano, partendo dal singolo cittadino.
Le parole hanno tutte lo stesso significato...le si possono pronunciare in tutte le lingue, ma avranno tutte il medesimo significato...

Pace = Peace = Paz = Paix  ecc....
Amore = Love = Amor =  Amour  ecc...
E perchè invece devono esistere differenze in ordine ai diritti, da uno Stato ad un altro, e perchè l'uomo si abitua a sentire ( quando vengono trasmesse) notizie come questa, associandola solo ad un problema razziale relativo al luogo dove avvengono tali nefandezze?
E' come se la notizia per quanto male gli faccia, appartenesse ad un altro popolo...non il suo popolo, non i suoi fratelli!
E' chiaro che non mi riferisco a quanti di voi trascorrono le proprie giornate ad ascoltare ad arrabbiarsi e/o a piangere per queste cattiverie...mi riferisco a coloro i quali pur avendo guardato..non vedono!
Fin quando l'uomo non sentirà tutto questo come un dolore universale, non potrà mai cessare questo stato di cose!
postato da: rosalea alle ore 08:24 | Permalink | commenti (7)
categoria:cronaca, pedofilia, abusi e violenze, bambini nel mondo, stupri di guerra
martedì, 29 luglio 2008

La 16enne, originaria del Bangladesh, ha raccontato gli episodi di violenza a una professoressa: indagati i genitori

Milano,immigrata denuncia con una email

Una 16enne del Bangladesh per due anni è stata maltrattata dai genitori perché si ribellava alle nozze combinate con un connazionale molto più vecchio di lei. Stanca delle frustate a sangue, delle botte, e dell'umiliazione del taglio di capelli corti come un maschio, ha avuto il coraggio di denunciare la sua situazione via email a una professoressa. Ora lei è in una comunità protetta a Milano e i genitori sono indagati per maltrattamenti.

La vicenda è emersa dopo la lettera elettronica spedita dalla ragazza, che aveva già tentato due volte il suicidio, a un’insegnante. La professoressa si è subito rivolta alle forze dell’ordine. Così i genitori sono stati indagati dalla procura di Milano per maltrattamenti in famiglia e lesioni, mentre la figlia è stata affidata ad una comunità protetta.

Dalla email sono velocemente emersi i dettagli della vita domestica dell’adolescente, primogenita di una coppia di bangladesi, giunti in Italia da dieci anni, e unica femmina di quattro figli. Il padre è titolare a Milano di un phone center e lavora anche come addetto alle pulizie, mentre la madre fa lavori saltuari. Così, si è appreso che, da quando aveva 13 anni, la ragazzina era costretta dai genitori a vestirsi come un maschio e a portare capelli corti. Se si ribellava, la minacciavano di rimandarla in Bangladesh per farle sposare un uomo molto più vecchio di lei.

I maltrattamenti andavano dalle frustata a sangue con una bacchetta di legno alle percosse. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso della sopportazione della ragazza sarebbe stata la punizione inflittale dalla madre dopo che l’adolescente era tornata a casa in ritardo da un corso extrascolastico: la donna l'avrebbe picchiata con un bicchiere che le si sarebbe rotto sul braccio, ferendola.

Il caso di Milano non è tuttavia isolato: sono oltre 3.600 gli sos delle immigrate giunti negli ultimi sei mesi al numero verde “Mai più sola”, a disposizione delle donne straniere, in particolare islamiche.

La vicenda ricorda la tragica fine di Hina, la ragazza pakistana uccisa nel Bresciano dal padre, dallo zio materno e da due cognati perché conviveva con il fidanzato e non voleva cedere a un matrimonio deciso dalla famiglia; o quella piu' recente di un'altra sedicenne, di origine indiana, di Udine picchiata a sangue dal padre perché rifiutava la prospettiva di un matrimonio combinato nel Paese d'origine, e per essersi trovata un fidanzatino.

FONTE: www.tgcom.mediaset.it
postato da: rosalea alle ore 07:51 | Permalink | commenti (7)
categoria:cronaca, violenza sulle donne
venerdì, 25 luglio 2008


Foto tratta da:www.ritaatria.it

(AGI) - Palermo, 25 lug. - "Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'e' nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci". Sono le parole Rita Atria, la diciassettenne testimone di giustizia, suicida dopo la strage di via D'Amelio, ricordata in questi giorni a Palermo, soprattutto tra le donne dello Zen. Domani ricorrera' il sedicesimo anniversario della sua morte. Rita Atria e' nata Partanna (Trapani) il 4 settembre 1974, figlia di Giovanna Cannova e 'don' Vito detto 'il paciere', uomo di fiducia della potente famiglia mafiosa degli Accardo. Ha solo 11 anni quando la mafia uccide il suo amatissimo padre, 'posato' perche' contrario al nuovo business dell'eroina. Il fratello maggiore, Nicola, lo vuole vendicare, ma verra' ucciso nel 1991, nonostante i tentativi della giovane moglie, Piera Aiello, di fargli cambiare vita. Sara' proprio lei, diventando collaboratrice di giustizia, l'esempio per Rita, che si dimostrera' fonte preziosa per le indagini condotte dalla Procura di Marsala guidata da Paolo Borsellino.
  La madre - donna infelicemente sottomessa e cresciuta nella tacita accettazione delle regole mafiose - non sa che Rita sta collaborando, o forse non vuole ammetterlo; il fidanzato partannese (che lei denuncera', tra gli altri) la lascia perche' e' diventata "spiuna"; la sorella Annamaria, da anni trasferitasi a Milano, rifiuta persino di vederla per non essere coinvolta. Rita e' sola, e si affida completamente a Paolo Borsellino con cui instaura un rapporto affettuosissimo, quasi filiale. Solo lui riesce a farla sentire protetta, anche quando, in seguito alle minacce subite a Partanna, viene trasferita a Roma sotto falso nome con l'amica e cognata Piera.
  Il 19 luglio 1992 il giudice viene ucciso. Una settimana dopo, Rita si suicida lanciandosi dal settimo piano. Ha solo 17 anni.
  Lascia un bigliettino - "Adesso non c'e' piu' chi mi protegge, sono avvilita, non ce la faccio piu'" - e molti dubbi sulle circostanze della sua morte. "La storia di Rita Atria - ha ricordato in un'occasione Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dal tritolo mafioso - mi ha sempre colpito profondamente. Attraverso le parole di Paolo, Rita era diventata come una di famiglia, la nostra coraggiosa 'picciridda'. Oggi mi piace ricordarla come la 'picciridda' della Sicilia e sperare che il suo coraggio, come il coraggio di Peppino Impastato, possano essere d'esempio a tanti altri giovani che come loro si trovano legati alla criminalita' da una condizione familiare: alle leggi di Cosa nostra si puo' dire no, col sostegno corale della politica e della societa'".

  (AGI)
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Il 19 luglio si è ricordato l'anniverasario della morte di Paolo Borsellino, ma per motivi che già conoscete, non mi è stato possibile postare nulla.
Oggi voglio ricordare entrambi con questo, sperando che ogni singolo giorno porti e/o rafforzi in ciascuno di noi quella forza, quel coraggio e quella determinazione nello sperare e nel concretizzare, sempre secondo i propri mezzi l'assoluta e infungibile certezza di un domani migliore.

E  RICORDATE SEMPRE QUESTA FRASE, TENENDOLA NEL CUORE..MA VIVENDOLA GIORNO DOPO GIORNO, DIVENTANDO EROI SENZA ATTI DI EROISMO.

Gli UOMINI passano, le IDEE restano!!!!

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.
Giovanni Falcone
postato da: rosalea alle ore 08:47 | Permalink | commenti (8)
categoria:vittime di mafia, donne coraggiose, atria rita
giovedì, 24 luglio 2008
Che post scrivere dopo giorni di assenza?
Chiaro...un post dedicato alla mia piccola.
Oggi è il suo onomastico, per cui, lieta di
farvi partecipi del suo stato di salute che va
migliorando...e felice di essermi presa solo un brutto
spavento,che mi ha lasciato sì, un dolore al cuore, ma
che altrettanto, come tutte le esperienze dolorose mi ha donato
la capacità di aprirmi ad altro...a tanto altro,..si ricomincia!
Non a tempo pieno e con modalità un pò diverse...ma si ricomincia!
Essendo un post dedicato solo a lei
per le spiegazioni sul come và, vi rimando ai commenti del post
precedente dove a breve scriverò.
Prima però volevo come sempre ringraziarvi del vostro sostegno
e della vostra stima.



DALLE  WINX.....
AUGURI  ALLA  PICCOLA  CRISTINA.



postato da: rosalea alle ore 08:17 | Permalink | commenti (9)
categoria:auguri
lunedì, 21 luglio 2008
Carissimi ed instituibili amici...
avrete sicuramente notato la mia latitanza negli ultimi giorni, e questa  non è avvenuta per motivi attinenti ad una vacanza o impegni lavorativi, ma...
Allora, premessa che io sono una persona, come avrete potuto notare in tutto questo tempo, molto tollerante, preposta al perdono e contraria alla pena dimorte, ma anche molto intollerante agli errori commessi da alcune categorie di persone, sono altresì tanto severa con me stessa per quel che riguarda eventuali errori commessi, se pur involontariamente nei confronti della mia famiglia.
Cosa voglio dire con questo?...
Il 15 di luglio, avevo appena finito di postare un articolo sul blog ( postato in 3 ore perchè ogni 5 minuti ero costretta ad alzarmi per necessità familiari )...quando sento un urlo, ed era quello di mia figlia.
Si era schiacciata il ditino nella porta...non potete immaginare quello che ho provato vedendola in quel modo, quell'urlo è penetrato fin dentro le mie ossa, il mio cuore sembrava stesse scoppiando e la mia mente...bè..la mia mente dopo aver soccorso immediatamente la piccolina, ha cominciato a martellarmi.
Sommariamente vi dirò come stà...
Diciamo che il primo intervento di soccorso alla guardia medica non è stato dei migliori, infatti dopo 2 giorni sono stata costretta a portarla in ospedale, e lì mi hanno detto che la dott.ssa della g.medica avrebbe dovuto bucarle il dito per far uscire il sangue, in quanto rischiava la necrosi, ma adesso dopo aver effettuato tale intervento in ospedale, potrebbe cavarsela...vedremo!
Perchè ve lo racconto?...per due motivi.
Il primo è che da sempre vi ho fatto partecipi di alcune cose che mi riguardano.
Secondo...un senso di colpa che mi spinge a scrivere pubblicamente una mia, anche se relativa mancanza.
Sò di far tanto per i miei piccoli, e che spesso nella mia vita ho rinuciato a cose belle e importanti per loro ( non a caso  uso la parola rinuncia e non sacrificio, perchè quest'ultima da idea di forzatura nella rinuncia, la mia invece è stata una scelta per un amore più grande,...quello dei miei figli), come sò che quel giorno ero sempre stata lì con loro,...ma è bastato quel momento di distrazione, un momento dedicato allo scrivere per tanta gente,per... mentre se fossi stata lì, in quel preciso momento avrei potuto evitarle questa bruttissima esperienza che spero non le crei un danno permanente.
Mio marito dice che sono troppo severa con me stessa, che dedico loro tanto tempo e amore e che, se anche non fossi stata seduta al pc per scrivere, potevo essere in cucina a pulire i piatti o in bagno, o in chissà quale altro posto, e la cosa non sarebbe cambiata...chissà forse ha ragione...ma io pur essendo stata immediata nell'aiuto alla piccola, pur avendola quasi vicino a me ( perchè si è schiacciata il dito nella porta attigua al mio studio, quindi non che fosse lontana da me ), mi sembra di aver sbagliato in qualcosa.
Quindi in questi giorni mi è stata dura mettermi a postare un qualsivoglia articolo.
Forse stò anche sbagliando a scrivervi ciò, ma questo è quello che sento, ed il mio blog, non nasce solo come mezzo di diffusione di notizie, ma anche come un diario online dove i sentimenti, la verità e l'autocritica sono fondamentali per una corretta e limpida compartecipazione della vita.
Vi terrò aggiornati sulla piccola.
Un abbraccio a tutti!
postato da: rosalea alle ore 08:30 | Permalink | commenti (16)
categoria:comunicazioni, autocritiche
giovedì, 17 luglio 2008
                                               Best Graphic Award

Ho ricevuto questo premio dall'amico http://uly54.splinder.com/

Best Graphic Award

Questo premio nasce per tutti coloro che hanno un sito, un blog, un forum di grafica sia esso di tutorial oppure una semplice esposizione delle proprie creazioni
Come si assegna?

Semplice: una volta che avete ricevuto il premio, potete assegnarlo ad altre 10 persone.  Se riceverete il premio una seconda volta, potrete assegnarlo altre 10 volte e così via.

Regole

1. Assegnate il premio solo a siti che rientrino nella categoria

2. Esponete il bannerino e le regole

3. Linkate il sito di chi vi ha assegnato il premio

4. Non rimuovete il link al sito *Shaina Design*

Assegno il premio a:

1) http://andareoltreinsieme.wordpress.com/

2) http://spallerotte.splinder.com/

3) http://herta1971.splinder.com/

4) http://rosy2007.splinder.com/

5) http://camuciolo.splinder.com/

6) http://omniamundamundis.splinder.com/

7) http://salviamocarrara.splinder.com/

8) http://rosaria40.splinder.com/

9) http://anamcara.splinder.com/

10) http://milenaspigaglia.splinder.com/

postato da: rosalea alle ore 15:07 | Permalink | commenti (9)
categoria:premi
martedì, 15 luglio 2008
Catania, arrestato un pedofilo
Contattava ragazzine su web, le fotografava e rivendeva immagini


(ANSA) - CATANIA, 15 LUG - Un uomo e' stato arrestato a catania per avere adescato minorenni su Internet ottenendo foto di ragazzine nude che rivendeva a pedofili. L'uomo, un catanese di 24 anni, e' stato catturato in flagranza di reato dalla polizia postale. Gli agenti hanno finto di essere tredicenni e hanno fissato con lui un appuntamento per dei 'provini', ma quando l'uomo si e' presentato all'incontro lo hanno arrestato. Secondo l'accusa, avrebbe pagato fra i 2.000 e i 5.000 euro a minorenni per riprese o foto.
2008-07-15 09:25
postato da: rosalea alle ore 16:21 | Permalink | commenti (6)
categoria:cronaca, pedopornografia, cronaca sicilia, pedofili giovani
lunedì, 14 luglio 2008

Molti di voi hanno già letto questa notizia, ma molti altri probabilmente la disconoscono, ed è per questo che dobbiamo diffondere nei nostri blog, attraverso qualsiasi mezzo lecito,la gravità di tale decisione parlamentare!

Un Italia che anzicchè  tenersi ben care alcune normative, o addirittura inasprire alcune pene,...cosa fà?

Concede  una possibilità maggiore, a chi stà uccidendo la nostra società di non arrivare a scontare la propria pena.

Sì, perchè di questo si tratta. Nelle Procure Distrettuali Antimafia, hanno già la loro enorme mole di lavoro...tutto questo si può solo tradurre in un rallentamento delle indagini, per mafia e pedofilia.

Entrambe destinate secondo questo provvedimento ad aumentare, mentre i fascicoli dei  criminali ammontano fra quintali e quintali di polvere e muffa!!!

Nell'ultimo periodo non se ne stà capendo più nulla...sempre più concessioni di revoca del 41 bis, decreto per le intercettazioni ( fondamentali per le indagini in tal senso), Immunità alle alte cariche dello Stato,questo decreto sicurezza, e tanto, tanto altro già in corso e quello che si svilupperà nei mesi a venire.

La mia non è certo propaganda politica, ne pessimismo,

ma semplice logica e attenzione su una follia collettiva generalizzata!

          DIFFONDETE!!!

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Copia/incolla

Pesanti critiche al decreto sicurezza. Un passaggio incongruo e sparisce il Nucleo Investigativo Telematico di Siracusa. Petizione al Parlamento per una profonda modifica all’articolo 2 del testo.

di CARLO CIAVONI

ROMA - “Se passa il decreto sicurezza così com’è, pedofili e mafiosi avranno di che festeggiare”. La denuncia è di Giovanni Arena, presidente di Telefono Arcobaleno, l’organizzazione che da anni si batte contro la pedofilia on-line con ottimi risultati, a fianco dei Nit (Nucleo Investigativo Telematico) di Siracusa e Milano. Le ragioni della denuncia sono contenute in una petizione presentata ieri al Parlamento italiano, affinché il provvedimento venga radicalmente cambiato nell’articolo 2, che ne ripropone un altro della legge n° 48, approvata il 18 marzo scorso, quando però le Camere erano già sciolte.

L’urgenza di modificare il decreto, domani in discussione in Aula e che lunedì sarà votato, nasce dal fatto che s’introduce di fatto il principio secondo il quale la competenza esclusiva per le indagini sui reati di pedofilia e pedopornografia, oltre che per tutti i crimini informatici, passerà nelle mani delle Procure Distrettuali Antimafia. Un “regalo” tutt’altro che gradito da strutture giudiziarie già debilitate sotto montagne di fascicoli voluminosi e complicati. Un aggravio di lavoro che diventerà difficile, se non impossibile, assorbire. La conseguenza immediata sarà poi una decelerazione delle indagini sulle organizzazioni mafiose, oltre ad un drastico rallentamento delle attività di contrasto alla pedofilia.

Non è un caso, infatti, che alcune Procure Distrettuali, da aprile ad oggi, abbiano già deciso di alleggerirsi rinviando agli uffici giudiziari “ordinari” numerosi fascicoli relativi a reati di pedofilia o pedopornografia on-line.

Nella petizione inviata al Parlamento da Telefono Arcobaleno si citano, tra l’atro, casi di Procure Antimafia, dove per competenza territoriale erano finiti fascicoli di pedofili, che però sono rimasti negli scaffali a marcire per anni ed anni dopo la denuncia. Ma l’altro grave effetto è la chiusura dei Nit di Sircausa e Milano, organismi agili formati da poliziotti, carabinieri e finanzieri, che negli anni avevano costruito un rapporto di collaborazione speciale con le Procure ordinarie di appartenenza e un sodalizio efficacissimo con Telefono Arcobaleno, in un gioco di squadra a tre, che ha permesso alla Giustizia italiana di chiudere il 75% dei siti pedopornografici scoperti nel nostro Paese. Adesso, se il “decreto sicurezza” passerà, accogliendo l’idea di trasferire le competenze solo alle Procure Antimafia contenuta nell’articolo 11 nella legge 48, il lavoro di monitoraggio e indagine sarà esclusivamente nelle mani della Polizia Postale che, nonostante gli enormi passi avanti nell’ambito della tecniologia e nella tecnica di indagine, è pur sempre un organismo complesso e articolato, costretto alle lentezze e alle farraginosità di tutte le strutture di grandi dimensioni. Se a questo poi si aggiunge che le indagini avverranno all’interno di un congegno giudiziario già di suo oberato, il futuro della lotta alla pedofilia non sembra avere orizzonti rassicuranti.

Domani inizierà la discussione generale sul decreto nell’Aula di Montecitorio, che dovrebbe essere votato lunedì pomeriggio e licenziato entro martedì. “La fretta con la quale è stata approvata la Legge 18 marzo 2008 n. 48″ si legge nella petizione di Telefono Arcobaleno “oltre ad essere incomprensibile e di dubbia legittimità costituzionale, ha prodotto una serie di incongruenze ed errori, i quali generano a loro volta ulteriori dubbi di incostituzionalità. Si pensi, per esempio, alla circostanza che il Legislatore ha frettolosamente dimenticato di spostare alle Procure Antimafia anche la competenza del Gip - come avviene per i reati di mafia - generando in tal modo un’incongruenza grave nel sistema. Ma si pensi anche al reato di danneggiamento di un sistema informatico, il quale nell’ipotesi semplice è stato devoluto alla competenza del pubblico ministero distrettuale mentre nell’ipotesi aggravata (sistema informatico di pubblica utilità) resta di competenza delle procure ordinarie, con ulteriore grave incongruenza”.

“Il dramma dello sfruttamento sessuale dei bambini richiede un’azione di contrasto decisa e sapiente e non può tollerare simili errori”, ha aggiunto Giovanni Arena nella petizione inviata ai parlamentari. Sono 96.565 le rilevazioni e denunce di materiali pedofili on line dal 2003 al 2007, oltre 50 al giorno, che misurano l’ordine di grandezza di questo crimine contro l’umanità, che in cinque anni è cresciuto del 131,65 %. Nei primi sei mesi del 2008 sono stati rilevati 22.353 siti pedofili, con ulteriore incremento della pedofilia on line. L’Italia vanta un tristissimo quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi che fanno consumo di materiale pedopornografico, dopo USA, Germania, Russia e Regno Unito, con una clientela italiana che rappresenta il 6,14% nello scenario planetario.

In conclusione, Telefono Arcobaleno chiede “l’abrogazione dell’art.11 della Legge 18 marzo 2008, n. 48; l’istituzione, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della pedofilia, con il compito di verificare la congruità della normativa vigente, di formulare le opportune proposte per rendere più efficace, coordinata e incisiva la lotta alla pedofilia, di accertare e valutare la natura, le dimensioni e le caratteristiche dei mutamenti e delle trasformazioni
del fenomeno e di tutte le sue connessioni.

La Repubblica 10.luglio.2008
Notizia tratta dal blog di Rosaria
http://rosaria40.splinder.com/
postato da: rosalea alle ore 09:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:leggi italiane, decreto sicurezza, follia generalizzata
sabato, 12 luglio 2008

Mentre nel mondo, in Italia..si continua a parlare della tragica fine di Federica,...con uno scambio di accuse,ecco un'altra donna che anche se non per mano diretta d'uomo...è stata uccisa!

UCCISA...Uccisa dal dolore perchè esseri immondi hanno rubato ciò che di più intimo una donna possieda!

Ha cercato in questi anni di reagire a quella terribile violenza,.. ciò che la sconvolgeva di più è che questi  balordi non le avessero chiesto scusa, nei loro occhi non vi era pentimento....

Ed aggiungo io...se non c'è questo, qualsiasi pena non sarà mai scontata per il valore che ha in sè la pena..perchè quando escono, sempre che restino in carcere...potrebbero rifarlo! 

E chi ha subito...continuerà a riviverlo ogni attimo della sua vita, perchè sà, è cosciente che anche quando denuncia e la legge le da ragione...un giorno potrebbe ritrovarseli davanti e se in questi non vi è stato pentimento....tutto potrebbe ritornare a quel tragico giorno.

E' con dolore, e affetto che vi voglio salutare piccole grandi donne.. porgendovi le scuse,  dato che quest'umanità  non ha saputo garantirvi i vostri diritti...

VIVERE!!!!!!

Volate angeli..volate dove nessuno puo' farvi altro male.

L'immagine “http://www.oasidelpensiero.it/immagini_e_sfondi/angeli/angel3s.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Donna si impicca dopo violenza

Torino,suicidio dopo sei anni da stupro

Erano trascorsi sei anni da quel giorno in cui aveva subito una violenza sessuale. Ma non aveva mai dimenticato quell'incubo. Così, Valentina, 29 anni, si è impiccata al soppalco del monolocale, a Torino, in cui viveva da tre mesi. A scoprire il corpo sono stati i genitori che erano andati a trovarla, non sentendola da qualche giorno. La giovane, che si stava per laureare, era stata stuprata in centro a Milano. La madre: "E' morta due volte"

La giovane non ha lasciato alcun biglietto di addio. Ma i genitori hanno subito capito tutto. La ragazza si stava laureando in neuropsichiatria e sembrava che gli studi le avessero occupato i pensieri ed in parte rimosso l'incubo di sei anni prima. Ma la depressione, negli ultimi tempi, l'aveva rimessa a terra. Valentina non riusciva a dimenticare quella notte in cui venne stuprata da tre balordi nel quartiere Brera. Era assieme ad un ragazzo: fecero violenza anche su di lui. Non servirono né gli arresti né le condanne di quei tre per riportare Valentina alla serenità. Tutto era finito quella notte, nonostante gli sforzi per gli studi, nonostante la speranza di uscirne, di ripartire. I vicini di casa e i commercianti della zona si dicono increduli. Sembrava una ragazza serena, come tante. Ma dietro l'apparente calma si celava l'inferno.

"Mia figlia è morta due volte"
"Ho visto morire mia figlia due volte: la prima, quando hanno abusato di lei, quella maledetta sera di giugno di sei anni fa. La seconda stamattina quando si è tolta la vita perche' neanche la psicoterapia l'aveva salvata dal senso di vuoto per non avere più un'anima e un corpo suo". Lo ha dichiarato in un colloquio con il quotidiano La Stampa Bruna, madre di Valentina.

"E' giusto che la gente sappia cosa vuol dire aver subito una violenza sessuale - continua la madre di Valentina - perché non sono solo lacrime e botte, quello purtroppo è solo l'inizio. Poi c'è tutto il resto, che è ancora peggio. Per Valentina, ma anche per noi che le vogliamo bene, è stata una tortura. 'Mamma, sai cos'é che mi sconvolge di più?', mi domandava. 'E' che quelli non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti' ".

"Pensi che ai suoi aguzzini non augurava neppure il carcere - conclude Bruna - perché, mi diceva mia figlia, 'la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso. Hanno bisogno di un percorso interiore per rendersi conto del male che mi hanno fatto'".

FONTE: http://www.tgcom.mediaset.it