mercoledì, 21 ottobre 2009
I PANNI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA

... franca e nos eua o vaticano

I panni sporchi si sa…si lavano in famiglia, e questo il Vaticano lo sa bene, tanto che quando scoppiò lo scandalo sugli abusi compiuti dai sacerdoti sui minori, la chiesa cercò di far tacere le proprie vittime, limitandosi a trasferire di diocesi i suddetti sacerdoti, e cercò in tutti i modi possibili di mettere a tacere chiunque potesse far trapelare la notizia.
Vi ricordate “Sex crimes and Vatican” ?
Bene, fate appello alla vostra memoria e al video che è stato trasmesso anche in occasione della puntata nel 2007 di Anno zero e cerchiamo di capire come allo stato attuale stia procedendo ciò che fece tanto clamore in quel periodo...e che nel tempo haimè è stato relegato ad un brutto episodio della chiesa.
Per cui non entrando direttamente nella questione ( lunga e dolorosa) cercherò di darvi notizia degli ultimi avvenimenti dell'ultimo ennesimo attacco alla verità.
E’ notizia di qualche giorno fa che la diocesi di Wilmington ha dichiarato bancarotta in previsione dei risarcimenti che avrebbe dovuto pagare alle vittime degli abusi sessuali fatti dai sacerdoti.
Leggete la notizia qui:
http://it.peacereporter.net/articolo/18439/Stati+Uniti%2C+diocesi+dichiara+il+fallimento+per+risarcire+gli+abusi+sui+bambini

Questa diocesi è la settima che ricorre a questo stratagemma da quando nel 2002 scoppiò lo scandalo.

Lo sappiamo bene che un risarcimento per danni subiti da abusi sessuali non restituirà mai alle vittime quanto con violenza gli è stato strappato, ma è moralmente e giuridicamente doveroso eseguirlo.
Ma il punto non è tanto una cifra, ma quanto la condanna giusta e la verità, la luce che bisogna fare su questa oscura vicenda, perché se è già un abominio un abuso sessuale ad opera di un uomo qualunque, tanto più lo è se è compiuto da chi dice di essere portatore di verità e ci ammonisce qualora sbagliamo.
Mi viene in mente il libro di Kafka..”lettera al padre”…se non l’avete letto, leggetevelo è un buon esempio di come non si può predicare bene e razzolare male.
Qualche giorno fa in occasione di un post scritto dal Presidente della Prometeo (  ) sulla solidarietà di un prete ad alcuni soggetti accusati di pedofilia, scrissi le seguenti parole, che ritengo possano tranquillamente adattarsi al nostro post di oggi…


Ciao Max,
la storia non la conosco molto bene, ma sento di dover rispondere al post con un commento generale per tutti quei sacerdoti accusati di pedofilia o che coprono chi è pedofilo.

Si è sacerdoti nel cuore e nell'anima...un abito non fa il sacerdote, lo fa solo legalmente, istituzionalmente...quello si!
Ma non è di questi sacerdoti che il mondo ha bisogno....
Il mondo ha bisogno che se qualcuno parli di Dio lo faccia a cominciare dalle sue opere e non dalle sue parole.
Tutti possono prendersi il Vangelo e cominciarlo a citare per tirare acqua al proprio mulino o per farne un proprio scudo ad uso e consumo.
La parola di Cristo deve penetrare il cuore della gente..ma prima che penetri in essa deve penetrare nel cuore del di chi la trasmette....
Quando un sacerdote abusa di un bambino...non ha nulla a che vedere con il cristianesimo, con Dio o con chissà quale altra forza d'amore universale....
E quando un sacerdote tace pur sapendo che è stato commesso un abuso nei confronti di un bambino è complice ed è colpevole...e non può esserci nessuna giustificazione!!
Non ci sono ma che tengano......
Cristo stesso parlò dei Farisei ipocriti e non si riferiva solo a quelli di allora....
Essi sono sepolcri imbiancati.....Sono coloro che :
Son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume.
Continua dicendo che:
"Voi apparite come giusti  all'esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità."

Ora ti chiedo e chiedo a tutti, ma soprattutto a quei sacerdoti che difendono la loro categoria a spada tratta senza neanche chiedersi se è vero, o addirittura giustificandoli....: ma Gesù si riferiva solo ai farisei di allora?
No...questa frase è per tutti coloro che illudono le menti con la parola di luce e agiscono come diavoli.

Il loro testo da cui ogni giorno attingono è un testo a parte...un testo fatto di veleno, violenza  e squallore...perchè pur leggendo da parole d'amore sono in grado di distorcerle....e costoro non possono essere chiamati sacerdoti di Dio.

Definizione Sacerdote:
Il sacerdote è un uomo che in virtù del suo ufficio e nell'ambito di una data tradizione religiosa è "santo" cioè particolarmente dedicato alla divinità: egli ha la "conoscenza" di Dio, della cui volontà è interprete ed ha spesso, ma non necessariamente, una parte importante nel culto.

Mi sembra che chiunque abbia un pò d'intelletto capirebbe che non stiamo parlando dello stesso soggetto se è accusato di pedofilia.

Ora la definizione di pedofilia:
«Pedofilia» ha un’etimologia greca e significa «amore per i bambini»

Quindi per riassumerle nel loro giusto significato...
Uomo Santo che ama i bambini!

Peccato però che entrambe le parole l'uomo le ha distorte facendole diventare tutta un'altra cosa.....che separate hanno già un loro peso......insieme formano una bomba ad orologeria.

Sacerdote + Pedofilia = UOMO CHE USA LA PAROLA DI DIO E CHE NON AMA I BAMBINI....pur dicendo di amarli!

Il mio pensiero è chiaro in merito a questo:

Per me chi abusa di un bambino.... non può di conseguenza definirsi sacerdote e non ha diritto di dire...."Li amo".

Costoro pagheranno per ciò che hanno fatto....certo ci si augura che paghino dapprima con la legge dell'uomo e poi con quella di Dio...ma sappiamo tutti che non sempre è così....e molti non vengono condannati alla giusta pena...o addirittura non vengono condannati affatto.

Ma torno a ridire che questo immondo reato non passerà inosservato, ne giustificato ne condonato da Dio!

Tutto il mio rispetto invece va a quei sacerdoti degni di vestire tale abito....e per fortuna ce ne sono...così come la mia ammirazione e la mia stima va a tutti coloro che pur non vestendo un abito talare sono sacerdoti nell'anima e nella missione umanitaria!
Un abbraccio!



lunedì, 16 marzo 2009
Cari amici,
vi ricordate il post :

VALLO DELLA LUCANIA......RINVIO A GIUDIZIO PER SUOR SOLEDAD


Bene!!!....Ed i relativi commenti pure?..

#4   24 Febbraio 2009 - 21:38
 
Sinceramente questa della Procura mi sembra un mezza sconfitta piuttosto che una mezza vittoria.
Mi sembra di ricordare che gli imputati fossero 12 inizialmente, e solo per una é stata richiesto il rinvio a giudizio.
Questo significa che molti dei 40 minori che accusavano queste 11 persone sono stati considerati inattendibili.

utente anonimo

#6   25 Febbraio 2009 - 09:58
 
se la procura vuole recuperare altre undici persone da mandare a giudizio,
non ha che volgere lo sguardo ai
genitori i questi bambini.
Quanta cacca uscirebbe fuori,
purtroppo non ha gli attributi per farlo....

#7   25 Febbraio 2009 - 10:28
 
...e basterebbe anche sforzarsi poco....
utente anonimo

Non c'e migliore risposta di quella che segue:


Il Mattino – cronaca di Salerno – pag.47

Violenze nell’asilo, quattro nuovi imputati

Il gip: si processino, oltre suor Soledad, anche un muratore e un fotografo e due consorelle dell’accusata
Quattro cd con foto catalogati come «amplessi» e «abusi»

ANTONIO MANZO Il bimbo vede il cavalletto con la macchina fotografica e si rivolge al papà e allo zio: «Questo è uguale a quello usato nella stanza dei mostri». Poi continua il racconto drammatico dei trasferimenti dall’asilo alla casa di un muratore distante poco vicino. «C’erano i mostri e ci toccavano...» dice tra l’altro il bambino. Non finisce a suor Soledad la storia dei preunti abusi all’asilo di Vallo. Anzi, si arricchisce di nuovi capitoli accusatori. Il gip Marrone rigetta la richiesta di archiviazione proposta dal pm Alfredo Greco per il secondo filone di indagine sui presunti abusi sessuali nell’asilo di Vallo della Lucania, processo per il quale è stata già rinviata a giudizio suor Soledad e che inizierà il 15 ottobre prossimo. Il gip chiede al pm le cosiddette imputazioni coatte: nel giro di dieci giorni il pm dovrà formulare l’imputazione nei confronti di Aniello Labruna, il muratore che abita a confine con l’istituto religioso dove aveva sede l’asilo perchè «in concorso con Maria Soledad Bazan, (la suora) compiva atti sessuali con minorenni», cioè i bimbi dell’asilo, e nei confronti di Antonio Rinaldi per il reato di pornografia minorile. Altre due imputazioni coatte il gip le ha chieste per Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola, due consorelle di suor Soledad, per il reato di favoreggiamento (avrebbero tentato di deviare le indagini in corso a carico della suora). Il gip ha anche decretato l’archiviazione per Maria Antonietta Salerno, Antonio Scelza, Chiarina Merola, Pantaleo Rinaldi, Elisa Rinaldi, Vincenzo Puglia, Andrea Lungo e Luciano Aliberti. Per il pm titolare dell’indagine tutti gli elementi che erano stati raccolti nel secondo filone di indagine (a partire sempre dai racconti dei bambini) erano spuri e senza una pur minima credibilità indiziaria. Quindi, tanto evanescenti da non reggere in dibattimento e, soprattutto, per evitare un processo su fatti devastanti. Secondo il pm, nessun processo doveva esser fatto sul secondo filone, soprattutto dopo che lo stesso magistrato aveva disposto accertamenti a seguitto delle dichiarazioni dei bambini sulla presunta casa dei mostri oggetto anche di un sopralluogo dei Ris, quella del muratore ora finito imputato coatto. Di tutt’altro avviso, il gip Marrone. Secondo il gip «non sussistono quegli elementi che consentono di ritenere le dichiarazioni dei minori frutto di una suggestione individuale o collettiva indotta loro dai genitori o dall’ambiente esterno (si consideri soltanto che la vicenda di Rignano Flaminio è esplosa a livello mediatico soltanto nell’anno 2007)». Per il gip, la stanza nella casa del muratore avrebbe ospitato incontri tra la suora e il muratore, in presenza dei bambini che hanno perfino raccontato particolari, ed anche la registrazione filmata delle violenze sui bambini stessi che sarebbero contenute in quattro cd «rinvenuti nella stanza del figlio dell’imputato recanti la dicitura ”amplesso” e quella ancor più inquietante ”abusi”». Suor Soledad andrà processata a partire dal 15 prossimo. È prevedibile che con lei compariranno sul banco degli imputati anche il muratore e il giovane fotografo. La religiosa è accusata di abusi e violenze su 27 bambini.
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categoria:pedofilia, pedopornografia, vallo della lucania, abusi e violenze
sabato, 07 marzo 2009

Tratto integralmente da Repubblica.it

 

Brasile, la Chiesa contro i sanitari che hanno interrotto la gravidanza della piccola
incinta di due gemelli dopo le violenze del patrigno. I dottori "Rischiava la vita"

Bimba di 9 anni stuprata abortisce
l'arcivescovo scomunica i medici

di ORAZIO LA ROCCA


Bimba di 9 anni stuprata abortisce l'arcivescovo scomunica i medici

L'arcivescovo di Recife, Josè Cardoso Sobrinho

CITTA' DEL VATICANO - Imbarazzo, rabbia, dolore, pietà, ma anche una sola incrollabile certezza: "Abortire è peccato. Sempre". Queste le prime reazioni "a caldo" colte in Vaticano alla notizia che la Chiesa cattolica brasiliana ieri ha scomunicato i medici che qualche giorno fa hanno autorizzato l'aborto ad una bambina di 9 anni rimasta incinta in seguito alle violenze sessuali subite dal patrigno da quando aveva 6 anni. "E' una tragedia grandissima, specialmente per quella povera bambina, ma la pena della scomunica andava sanzionata perché lo prevede espressamente il Codice di Diritto Canonico di fronte ad un palese caso di aborto procurato", spiegano riservatamente alla Pontificia Accademia per la Vita.

Una posizione del tutto in linea con quanto deciso il monsignore brasiliano Josè Cardoso Sobrunho, arcivescovo di Recife, il quale, nello specificare che il provvedimento non riguarda la bambina, puntualizza che il "peccato" d'aborto ricade esclusivamente sui medici e "chi lo ha realizzato - si è augurato il presule spiegando i termini del provvedimento - si spera che, in un momento di riflessione, si pentano". Mentre un gruppo di avvocati cattolici ha denunciato il caso alla giustizia.

Il patrigno della bambina, un uomo di 23 anni di cui non è stato dato il nome, si trova in stato d'arresto da giorni in un carcere dell'entroterra del Pernambuco, in seguito alla confessione di aver stuprato la piccola - la prima volta tre anni fa - e di aver abusato anche della sorella invalida di 14 anni. Alla bambina di 9 anni vengono attualmente somministrati medicinali per indurre un aborto farmaceutico alla gravidanza di due gemelli in seguito agli abusi, ricorda la stampa locale, che da giorni sta seguendo il caso. La vicenda della piccola ha diviso tra l'altro anche i suoi genitori, visto che il padre si è detto contro l'aborto, la madre invece a favore.

Critico verso il provvedimento ecclesiale, Livio Moraes, primario presso l'ospedale dell'Università di Pernambuco, che ha ricordato che la legge brasiliana "autorizza l'aborto in caso di stupro o pericolo di morte", vale a dire proprio le condizioni entro cui si è venuta a trovare la bambina violentata. Valutazione non condivisa dall'arcivescovo Sobrinho che ha risposta al primario sventolando le ragioni dogmatiche su cui a suo parere poggia la scomunica, sottolineando che "la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Per qui, quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore".
Meno dogmatico e più sofferto il commento di uno dei più autorevoli teologi pontifici, monsignor Piero Coda, docente alla Pontificia Università Lateranense, il quale - pur ricordando che per il credente abortire è sempre peccato - ha parole di dolore e di pietà per la piccola brasiliana. "L'aggressione subita da quella bambina - dice subito il teologo - è un crimine abominevole, gravissimo, che va punito con tempestività e severità". Ma, "pur di fronte a tanto dolore" per il monsignore "rispondere ad una tragedia con un'altra tragedia come è l'aborto è sbagliato". "Senza entrare nel merito di questo caso perché non ne conosciamo ancora tutti i termini - puntualizza prudentemente ancora Piero Coda - non possiamo mai dimenticare che per la morale cattolica l'aborto è un atto gravissimo che occorre fare tutto il possibile per evitarlo". "Altra cosa è valutare le responsabilità di chi commette un crimine tanto aberrante, persone che vanno condannane senza esitazione. Ma sarebbe meglio fare tutto il possibile - conclude monsignor Coda - per evitare di arrivare a questi drammi, con una più mirata opera di prevenzione e di aiuto per le fasce sociali più deboli ed esposte, non solo in Brasile, ma in tutto il mondo, Italia compresa".

Sul caso della bimba stuprata è intervenuto anche il ministro della sanità brasiliano, Josè Gomes Temporao, che ha accusato la Chiesa cattolica di aver adottato una posizione "estremista", "radicale" e "inopportuna" avendo deciso di scomunicare i medici che hanno fatto abortire la bambina di nove anni. "Sono scioccato per la posizione radicale di questa religione che - si è lamentato il ministro -, nell'affermare a torto di voler difendere una vita, mette un'altra vita in pericolo".
Dal Vaticano, risponde padre Gianfranco Grieco, capo ufficio del Pontificio Consiglio epr la Famiglia, presieduto dal cardinale Ennio Antonelli. "E' un tema molto, molto delicato", ma "la chiesa - ricorda il monsignore - non può mai tradire il suo annuncio, che è quello di difendere la vita dal concepimento fino al suo termine naturale, anche di fronte a un dramma umano così forte, come quello della violenza di una bimba". "L'annuncio della chiesa è la difesa della vita e della famiglia - aggiunge ancora padre Grieco - ognuno di noi deve porsi in un atteggiamento di grande rispetto della vita, anche di fronte a un dramma umano come la violenza di una bambina".
E la scomunica ai medici? "I vescovi giustamente predicano il mistero della vita - risponde il religioso - e la chiesa non può tradire il suo annuncio. L'aborto non è una soluzione, è una scorciatoia". "La scomunica significa non potersi accostare anche al sacramento della comunione e se una persona è nel peccato e non si confessa, per la chiesa - ricorda Grieco - non può fare la comunione. In questo caso i medici sono fortemente nel peccato perché sono persone attive nel portare avanti l'aborto, l'uccisione di un innocente. Sono protagonisti di una scelta di morte".

(6 marzo 2009)   

http://www.repubblica.it
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categoria:chiesa, aborto, pedofilia, abusi e violenze
martedì, 23 settembre 2008

Pedopornografia/ Usa, blitz in una chiesa evangelica

Sei ragazzine poste sotto protezione. Interrogato il pastore


Fouke (Arkansas, Usa), 22 set. (Ap) - Sei ragazzine sono state portate temporaneamente in una struttura protetta mentre la polizia si apprestava a compiere un blitz nei locali di una chiesa evangelica dell'Arkansas, nel quadro di una inchiesta su sospetta pornografia infantile, secondo quanto ha riferito la polizia dello Stato.

Le minori rimarranno sotto la protezione del dipartimento di Stato per i servizi umani per la durata degli interrogatori, ha riferito il portavoce della polizia dell'Arkansas Bill Sadler. Secondo una e-mail inviata per errore dalla polizia ai media locali, si tratterebbe di ragazzine dai 12 ai 14 anni.

Più di cento poliziotti federali e locali hanno fatto irruzione sabato nel tempio del pastore Tony Alamo, nella cittadina di Fouque in Arkansas, nel quadro dell'inchiesta aperta da due anni su possibili maltrattamenti a bambini e a sospetti di pornografia che coinvolgono dei minori. Il pastore indagato, presentato dagli inquirenti come poligamo, è anche sospettato di frode fiscale.

Fonte:http://notizie.alice.it

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E chi più ne ha più ne metta!!!

E per rispondere a persone che mi dicono..."Che schifo i predi pedofili!...nelle chiese evangeliche certi scempi non esistono"....Io dico che tutto il mondo è paese...questa enorme piaga non conosce età, nazionalità, ne razza ne religione...

E' !!!!!!!...e basta!

giovedì, 18 settembre 2008
                                                           
                
  

Abusi su figlia, uomo a giudizio

Catanzaro, accusa e' anche di detenzione materiale pornografico

(ANSA) - CATANZARO, 18 SET - Un professionista di Catanzaro sara' processato con l'accusa di abusi sessuali nei confronti della figlia in eta' prescolare. La prima udienza del processo all'uomo,40 anni, che e' accusato anche di detenzione di materiale pedopornografico, e' fissata per il 12 novembre. Il professionista era stato arrestato a dicembre dopo la denuncia della ex moglie cui la piccola aveva riferito degli atti sessuali subiti. Successivamente gli erano stati concessi i domiciliari.

Fonte:   http://notizie.alice.it

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Mamma fa prostituire i figli

Riti esoterici e violenze su minori,quattro arresti nel foggiano

(ANSA) - FOGGIA, 18 SET - Due fratellini di 11 e 14 anni sarebbero stati violentati per diverso tempo da uomini durante riti esoterici organizzati dalla loro mamma. La squadra mobile di Foggia ha arrestato quattro persone tra cui la mamma dei bambini con le accuse, contestate a vario titolo, di induzione, agevolazione e sfruttamento della prostituzione di minorenni. In manette anche un cugino dei fratellini. I due minorenni sono stati allontanati dal nucleo familiare e collocati in una struttura protetta.

Fonte:   http://notizie.alice.it
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Nonostante il dolore e quel senso d'impotenza che mi pervade qualora sento notizie di maltrattamenti e/o abusi su minori, o ascolto testimonianze di violazione dei diritti della persona, c'è n'è una che ancora non riesco a comprendere, o forse sarebbe meglio dire, a capacitarmi che sia possibile, ed è quella relativa ai genitori che abusano di ciò che Dio e poi la legge gli ha concesso...l'essere creatori di tale bellezza e l'esercizio della potestà su di loro!
Come possono spingersi a tanto?....Come fanno a non sentire quel semplice e puro sentimento d'amore e di protezione che dovrebbe nascere con noi e che si dovrebbe manifestare quando la vita di un altro essere umano bussa al nostro cuore decidendo di albergarvi per nove splendidi mesi e di proseguire insieme il meraviglioso cammino della vita?
Domande semplici no?...Eppure la risposta risiede probabilmente in quei meandri dell'abisso del male, dove solo, per fortuna hanno accesso quei disgraziati senza Dio!
martedì, 09 settembre 2008
Cari amici,
vi ricordate la storia di
Elisabeth?...
A quanto pare queste storie di segregazione, abusi e violenze da parte di un genitore nei confronti dei figli, stà diventando una consuetudine per alcuni esseri immondi, che tutto sono tranne che uomini a cui è stato donato la sacralità della procreazione!
Nell'articolo non viene menzionata la madre...per cui momentaneamente mi astengo dai commenti,..spero solo di non dover sentir dire....che la "Mamma non si è accorta di nulla"...Vedremo!!!
Di seguito un'altra storia agghiacciante....
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Polonia: abusava figlia, arrestato
La giovane
21enne avrebbe partorito 2 bimbi dati in adozione

  (ANSA) - VARSAVIA, 8 SET - Un uomo e' stato arrestato dopo che la figlia di 21 anni lo ha denunciato per aver abusato di lei per 6 anni. La donna, tenuta segregata in casa dal padre, avrebbe anche partorito nel 2005 e 2007 due bambini, lasciati in ospedale per l'adozione. I bambini potrebbero essere frutto della relazione incestuosa col padre. Dopo la denuncia una settimana fa da parte della figlia, l'uomo e' fuggito ed e' stato poi arrestato dalla polizia in una altra citta' polacca.
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categoria:pedofilia, abusi e violenze, bambini vittime dei genitori
mercoledì, 13 agosto 2008
Un falegname 21enne originario dell'Ecuador, residente nell'eugubino ed in regola con il permesso di soggiorno, e' stato arrestato per aver abusato sessualmente della sorellastra di 11 anni e di due cugine, una di 7 e l'altra 11enne.
L'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip, Paolo Micheli, e' stata eseguita in mattinata. Il giovane e' stato condotto nel carcere perugino di Capanne. Secondo quanto si apprende dagli investigatori, le violenze sessuali sarebbero avvenute durante degli incontri familiari, protraendosi per circa un anno e mezzo. La bambina piu' piccola avendo accusato dei dolori addominali avrebbe raccontato alla madre quanto faceva il cugino (relativamente a questa bimba verrebbe contestato al 21enne un solo episodio di abuso). La donna ne ha parlato con la cognata, madre della 11enne che ha poi rivelato di avere subito violenza. Le due donne si sono rivolte alla loro pediatra che ha informato la Asl che ha denunciato il fatto alla procura di Perugia. Durante le indagini e' poi emerso che il giovane avrebbe violentato anche la sorellastra.
Le due bimbe di 11 anni, da quanto e' emerso, avrebbero subito piu' volte violenza.
(AGI) -
Perugia, 12 ago
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categoria:cronaca, pedofilia, abusi e violenze
mercoledì, 30 luglio 2008
L'organizzazione umanitaria britannica Save the Children, che ha effettuato alcune ricerche in Costa d'Avorio, Sudan e Haiti, ha rivelato che numerosi bambini, anche di 6 anni, nelle zone di guerra o di crisi hanno subìto violenze sessuali, da parte di operatori umanitari e peacekeeper ONU.





La terribile denuncia di Save the Children è contenuta in un rapporto, consegnato alle Nazioni Unite, in cui si sostiene che la gran parte di questi abusi sessuali restano segreti e quindi anche impuniti. Una ragazzina di 13 anni ha raccontato alla BBC che un gruppo di 10 peacekeeper dell'ONU l'ha violentata in un campo vicino la sua casa, abbandonandola a terra sanguinante e terrorizzata.

Le vittime sono prevalentemente orfani, o separati dai genitori, o con famiglie che dipendono dagli aiuti umanitari. A prevalere per numero sono le bambine rispetto ai maschi e l'età media delle vittime è di 14-15 anni, anche se il rapporto parla di abusi anche a danni di bambini di 6 anni. Numerose le forme di abuso descritte dagli intervistati: le più frequenti sono commenti, frasi dal pesante e volgare contenuto sessuale, cioè “abusi verbali” (sono testimoniati dal 65% degli intervistati e partecipanti ai 38 focus group di Save the Children); segue il sesso “coatto” (secondo il 55% degli intervistati), a cui i minori sono indotti magari in cambio di cibo, soldi, sapone, in rari casi di beni “di lusso” come il cellulare. Frequenti anche le molestie (attestate dal 55% degli intervistati). Benché meno frequente (denunciata dal 30% degli intervistati), la violenza sessuale di singoli ma anche di gruppi su minori emerge come la più temuta.

Per quanto riguarda il profilo o la provenienza degli abusanti, il rapporto rileva che possono appartenere a qualsiasi organizzazione, sia essa umanitaria, o di peacekeeping o di sicurezza; avere qualsiasi livello o grado, dai più bassi – guardie, autisti – ai più alti, manageriali; fare parte dello staff locale o internazionale. Tuttavia, il personale delle missioni di pace risulta quello numericamente più coinvolto: dei 38 gruppi di lavoro in cui si è svolta la ricerca di Save the Children, 20 hanno indicato nei peacekeepers gli autori più frequenti degli abusi. Un dato confermato anche dalle Nazioni Unite: sul totale delle denunce di sesso con minori a carico di operatori ONU nel 2005, 60 su 67 riguardano le truppe del Dipartimento ONU delle Operazioni di Peacekeeping (DPKO).

Heather Kerr, direttore dell'associazione in Costa d'Avorio, ha detto che finora è stato fatto troppo poco per aiutare le vittime. “Sicuramente si tratta di gruppi minoritari che sfruttano il loro potere per abusare sessualmente di bambini che non hanno il coraggio per riferire quello che accade e subiscono in silenzio gli abusi”. Sebbene la comunità internazionale abbia promesso una politica di tolleranza zero verso gli abusi su minori, finora l'annuncio non è stato seguito da fatti concreti. Al massimo, i soldati coinvolti sono statispostati in un'altra zona di operazioni, senza altre conseguenze disciplinari.


L'organizzazione Human Rights Watch ha denunciato che, dopo cinque anni dall'inizio del conflitto in Darfur, le donne e le bambine continuano a subire stupri e attacchi brutali da parte delle forze governative sudanesi e dei gruppi armati attivi nella regione occidentale del Sudan. Per questo motivo, scrive l'organizzazione, occorre garantire protezione alle donne, che risultano “estremamente vulnerabili allo stupro e ad altri abusi nel corso di attacchi su larga scala e persino nei periodi di relativa calma”.

Nelle 44 pagine del rapporto intitolato “Five Years on: No Justice for Sexual Violence in Darfur” (“Dopo 5 anni nessuna giustizia per le violenze sessuali nel Darfur”), l'organizzazione documenta numerosi casi di stupro commessi da soldati sudanesi, miliziani arabi “janjaweed” (diavoli a cavallo, ndr), ribelli ed ex ribelli a partire dall'inizio del 2007, anche nei confronti di bambine di 11 anni, e denuncia l'impunità riservata ai responsabili. “In Darfur donne e ragazze vivono ancora sotto la costante minaccia di uno stupro - ha dichiarato il Direttore dell'ufficio africano di HRW, Georgette Gagnon - il governo sudanese ha dichiarato tolleranza zero per la violenza sessuale, ma non ha fatto quasi niente per proteggere queste vittime”.

Una ragazzina di 12 anni ha raccontato di essere stata condotta da un arabo in uniforme in un posto isolato, insieme alla sorella più piccola, con la scusa di ritrovare il suo asino andato perduto. “Disse che se andavamo con lui ce lo avrebbe mostrato - ha raccontato la bambina - mi ha bloccato e mi ha tolto i vestiti per fare delle brutte cose con me. Mia sorella è corsa via al campo”. Un'altra bambina di 11 anni è stata stuprata da tre uomini armati che l'hanno sorpresa mentre raccoglieva erba con la sorella di 7 anni. L'aggressione è stata tanto violenta che la bambina è stata trasferita con un elicottero nell'ospedale più vicino.

“Le vittime di questi attacchi orribili non hanno alcuna speranza di ottenere giustizia nell'attuale clima di impunità del Darfur - ha denunciato Gagnon - non perseguendo i responsabili, il governo sta di fatto concedendo loro la licenza di stupro”. L'organizzazione per la tutela dei diritti umani chiede quindi al governo di Khartoum un'azione più decisa contro quanti si rendono responsabili di tali abusi, rivendendo leggi e dando vita a corpi di polizia al femminile, per favorire un migliore rapporto di fiducia con le vittime. Hrw si rivolge poi alla missione di pace Onu-Unione africana (Unamid) per chiedere un rafforzamento delle cosiddette “pattuglie del fuoco”, ossia dei militari che proteggono le donne che si allontanano dai campi alla ricerca di legna per le faccende di casa, e di aumentare il numero delle donne peacekeeper.

Data articolo: giugno 2008

Articolo di: Alessio Mannucci

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Ho preso spunto da un commento che mi è pervenuto nel post precedente:

BOTTE A FIGLIA PER NOZZE COMBINATE.

<<Mia cara... e questa è la punta dell'iceberg!
Questi fatti vengono risaputi perché siamo in Europa... certe situazioni spregevoli e disumane assumono quindi connotati tali da avere conseguenze legali.
Qui. In Europa.
Ma nei loro paesi d’origine, le donne non godono di “protezione”… a differenza delle culture, le donne sono uno strumento di procreazione o di piacere carnale…
Mi si stringe la bocca dello stomaco… chissà quanti secoli dovranno ancora passare prima che anche laggiù arrivi la “civiltà” e rispetto dei diritti umani…
Serenità :-)claudine
  >>
E' proprio così....Una visione globale deve aprire le porte ad una presa di coscienza collettiva, per cui una violazione dei diritti in Italia deve riguardare l'intera umanità, viceversa una violenza in altri paesi...deve  interessare allo Stato italiano, partendo dal singolo cittadino.
Le parole hanno tutte lo stesso significato...le si possono pronunciare in tutte le lingue, ma avranno tutte il medesimo significato...

Pace = Peace = Paz = Paix  ecc....
Amore = Love = Amor =  Amour  ecc...
E perchè invece devono esistere differenze in ordine ai diritti, da uno Stato ad un altro, e perchè l'uomo si abitua a sentire ( quando vengono trasmesse) notizie come questa, associandola solo ad un problema razziale relativo al luogo dove avvengono tali nefandezze?
E' come se la notizia per quanto male gli faccia, appartenesse ad un altro popolo...non il suo popolo, non i suoi fratelli!
E' chiaro che non mi riferisco a quanti di voi trascorrono le proprie giornate ad ascoltare ad arrabbiarsi e/o a piangere per queste cattiverie...mi riferisco a coloro i quali pur avendo guardato..non vedono!
Fin quando l'uomo non sentirà tutto questo come un dolore universale, non potrà mai cessare questo stato di cose!
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categoria:cronaca, pedofilia, abusi e violenze, bambini nel mondo, stupri di guerra
sabato, 12 luglio 2008

Mentre nel mondo, in Italia..si continua a parlare della tragica fine di Federica,...con uno scambio di accuse,ecco un'altra donna che anche se non per mano diretta d'uomo...è stata uccisa!

UCCISA...Uccisa dal dolore perchè esseri immondi hanno rubato ciò che di più intimo una donna possieda!

Ha cercato in questi anni di reagire a quella terribile violenza,.. ciò che la sconvolgeva di più è che questi  balordi non le avessero chiesto scusa, nei loro occhi non vi era pentimento....

Ed aggiungo io...se non c'è questo, qualsiasi pena non sarà mai scontata per il valore che ha in sè la pena..perchè quando escono, sempre che restino in carcere...potrebbero rifarlo! 

E chi ha subito...continuerà a riviverlo ogni attimo della sua vita, perchè sà, è cosciente che anche quando denuncia e la legge le da ragione...un giorno potrebbe ritrovarseli davanti e se in questi non vi è stato pentimento....tutto potrebbe ritornare a quel tragico giorno.

E' con dolore, e affetto che vi voglio salutare piccole grandi donne.. porgendovi le scuse,  dato che quest'umanità  non ha saputo garantirvi i vostri diritti...

VIVERE!!!!!!

Volate angeli..volate dove nessuno puo' farvi altro male.

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Donna si impicca dopo violenza

Torino,suicidio dopo sei anni da stupro

Erano trascorsi sei anni da quel giorno in cui aveva subito una violenza sessuale. Ma non aveva mai dimenticato quell'incubo. Così, Valentina, 29 anni, si è impiccata al soppalco del monolocale, a Torino, in cui viveva da tre mesi. A scoprire il corpo sono stati i genitori che erano andati a trovarla, non sentendola da qualche giorno. La giovane, che si stava per laureare, era stata stuprata in centro a Milano. La madre: "E' morta due volte"

La giovane non ha lasciato alcun biglietto di addio. Ma i genitori hanno subito capito tutto. La ragazza si stava laureando in neuropsichiatria e sembrava che gli studi le avessero occupato i pensieri ed in parte rimosso l'incubo di sei anni prima. Ma la depressione, negli ultimi tempi, l'aveva rimessa a terra. Valentina non riusciva a dimenticare quella notte in cui venne stuprata da tre balordi nel quartiere Brera. Era assieme ad un ragazzo: fecero violenza anche su di lui. Non servirono né gli arresti né le condanne di quei tre per riportare Valentina alla serenità. Tutto era finito quella notte, nonostante gli sforzi per gli studi, nonostante la speranza di uscirne, di ripartire. I vicini di casa e i commercianti della zona si dicono increduli. Sembrava una ragazza serena, come tante. Ma dietro l'apparente calma si celava l'inferno.

"Mia figlia è morta due volte"
"Ho visto morire mia figlia due volte: la prima, quando hanno abusato di lei, quella maledetta sera di giugno di sei anni fa. La seconda stamattina quando si è tolta la vita perche' neanche la psicoterapia l'aveva salvata dal senso di vuoto per non avere più un'anima e un corpo suo". Lo ha dichiarato in un colloquio con il quotidiano La Stampa Bruna, madre di Valentina.

"E' giusto che la gente sappia cosa vuol dire aver subito una violenza sessuale - continua la madre di Valentina - perché non sono solo lacrime e botte, quello purtroppo è solo l'inizio. Poi c'è tutto il resto, che è ancora peggio. Per Valentina, ma anche per noi che le vogliamo bene, è stata una tortura. 'Mamma, sai cos'é che mi sconvolge di più?', mi domandava. 'E' che quelli non mi hanno neanche chiesto scusa, non sembrano pentiti' ".

"Pensi che ai suoi aguzzini non augurava neppure il carcere - conclude Bruna - perché, mi diceva mia figlia, 'la prigione non li aiuterà a rendersi conto della brutalità che hanno commesso. Hanno bisogno di un percorso interiore per rendersi conto del male che mi hanno fatto'".

FONTE: http://www.tgcom.mediaset.it
domenica, 15 giugno 2008
Pedofilia: Madre e zia “Vendono” 13enne, arrestate

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Un pensionato di 65 anni, G.R., è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Botricello, in provincia di Catanzaro, nell’ambito di un’inchiesta su presunte attenzioni sessuali subite da una ragazzina di 13 anni.

Nell’ambito di queste indagini, lo scorso mese di marzo, sono finiti in manette la mamma della giovane, L.S., e la zia, R.S., oltre a un pensionato ultraottantenne che si trova agli arresti domiciliari. Al termine delle indagini, durante diversi mesi, i carabinieri hanno ricostruito l’attività messa in atto dalle due donne, che avrebbero venduto la tredicenne per incontri sessuali in cambio di qualche decina di euro. Il sessantacinquenne è stato arrestato dopo che i carabinieri, nel corso delle indagini, che proseguono per identificare le persone coinvolte nel giro, hanno fatto vedere alla giovane alcune fotografie, tra le quali avrebbe riconosciuto l’uomo tra quelli con cui avrebbe avuto incontri sessuali. Un’indagine complessa, sia nella fase iniziale, sia in quella ancora in corso, considerato anche che gli incontri sarebbero avvenuti sia nell’abitazione della giovane, sia nelle case di alcuni clienti.

15 giugno 2008 alle 11:05 — Fonte: repubblica.it
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No..cari amici, non è un'epidemia!..
E' lo squallido scenario che si presenta quando esseri inqualificabili decidono volontariamente di oltraggiare la vita stessa!
Esseri immondi che per vivere la loro misera e squallida vita non si fanno scrupolo alcuno nello sfruttare qualsiasi risorsa abbiano a portata di mano.
E come ho scritto nei 2 post precedenti, che trattano la stessa vergognosa e triste  realtà,...
Loro sono esseri immondi dalle sembianze umane, che sfruttano abilmente i propri figli, e prima del corpo,sfregiano profondamente la loro anima, la loro dignità, la loro vita.
Sono sempre di più senza parole....
Il mio cuore soffre ogni giorno sempre, sempre di più.